Che le cause in Italia non finiscono mai, lo sanno tutti. 

Se ne dicono tante sulla responsabilità degli avvocati, ma sarà davvero così?

VERUM SCIRE EST SCIRE PER CAUSAS

L'ho scritto al Presidente del Tribunale di Civitavecchia in questa lettera (clicca qui), ma non credo di essere stato minimamente ascoltato.

Sono anni che denuncio la commistione tra avvocati e magistrati finalizzata a dare lunga vita ai contenziosi giudiziari, perché l'ho toccata con mano e in più occasioni. Se non si vede mai la fine di una causa non è solo merito delle falsificazioni prodotte dall'avvocato di chi ha torto, o del complice silenzio dell'avvocato di controparte, ma soprattutto di quella parte deviata della magistratura che finge di non vedere, anzi a volte si attiva con vari stratagemmi in favore della procedura suggerita dagli avvocati. Troppo spesso gli errori nelle sentenze costringono i cittadini caduti nella rete a ricorrere in appello e in cassazione, tutto a vantaggio degli avvocati e mai della giustizia. No, non è casuale la protezione sistematica dell'illegalità, essa produce un grande gettito economico capace di oliare tutta la macchina della corruzione.

Spero che magistrati ed avvocati onesti, se ancora ce ne sono, prendano al più presto le dovute distanze da queste associazioni a delinquere, il danno d'immagine creato dai colleghi disonesti, va principalmente a loro discapito.

Io da parte mia ho chiuso con le cosiddette spese legali, dopo anni di battaglie, soprattutto contro i miei avvocati, tutti uguali, tutti con lo stesso obiettivo, allungare le cause, sono stato privato del diritto sancito dall'art. 24 della Costituzione che recita: "Tutti (gli avvocati, ndr) possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti (degli avvocati ovviamente, ndr) e interessi legittimi". 

In che modo sono stato privato? 

Ve lo spiego subito. Ho speso una marea di soldi per far revisionare le tabelle millesimali di un condominio. Il Giudice, pur riconoscendo il mio diritto ad agire in giudizio ha compensato le spese (l'hai voluta la giustizia, pagala!). Quando ho chiesto al mio avvocato di aprire un nuovo procedimento per essere risarcito dei soldi pagati in più, dalla messa in mora, negli anni precedenti con le vecchie tabelle millesimali, sono stato scoraggiato in tutti i modi, "se i giudici avessero letto gli Atti e tutta quella marea di documentazione che ho mandato telematicamente per la sostituzione dell'Amministratore, eh non stavamo a fare l'Appello" e ancora, parlando del giudice che avrebbe preso in carico il nuovo procedimento (sempre la stessa Giudice) "non te la puoi inimicare perché se si arriva ad un certo punto in cui... Capisce che, insomma, quindi... Io c'ho altre udienze con lei, non ci faccio solo la Sua no? Quindi mhhh...".

Una cosa ancora non mi era chiara, perché aprire un procedimento contro un condominio dovrebbe scatenare l'ira del giudice? Sta di fatto che non ho potuto agire in giudizio, eccola la negazione del diritto previsto dall'art. 24 della Costituzione.

La tecnica dello sfiancamento ha prodotto i suoi effetti, secondo l'associazione a delinquere non bastano i 20.000 € che ho speso e il fegato che ho mangiato, volevano altri soldi per andare in cassazione e chiedere l'annullamento del Decreto di rigetto della Corte d'Appello, dove i giudici si sono permessi di tramutare un abuso di potere in "opposizione dell'Amministratore per comportamento concludente successivo dello stesso Condominio", "Vi è in Atti la prova..." che giustificherebbe l'atteggiamento dell'Amministratore. Quali Atti? Quale prova? Non lo hanno specificato. Ecco perché ho deciso di scrivere al Condominio questa lettera aperta (clicca qui). 

D'ora in poi so che se voglio giustizia non posso cercarla nelle aule giudiziarie, lo Stato che permette tutto questo mi deve delle scuse e tanti soldi per i danni subiti.

La paradossale storia del condominio "Le Ginestre" di Bracciano non è un episodio isolato, l'esperienza di falso in atti giudiziari ed il relativo complice silenzio da parte della procura l'ho vissuta anche nel Tribunale di Rieti. Ho aperto questo blog per dire al popolo italiano, che troppi magistrati disonesti, ne stanno usurpando il nome. In nome del popolo italiano, scrivono all'inizio di ogni pronuncia, "ma de che stamo a parla'?" 

Dicono che siamo un popolo troppo litigioso,

NO! SIAMO TROPPO PAZIENTI.

Negli ultimi trent'anni siamo passati da 50.000 avvocati a 250.000, con progressivo e costante peggioramento della situazione giudiziaria. Mentre in tutti i settori economici c'è forte crisi, cresce una sola economia, fatevi una domanda e datevi una risposta.




"Un'ingiustizia fatta all'individuo è una minaccia fatta a tutta la società."

Montesquieu

Aldo Franchi 2020
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